rotate portrait thanks

Vigneti

Vigneti

La Maremma, considerata la nuova frontiera dell’enologia del Bel Paese, è stata capace con il suo folgorante fascino di attrarre nell’ultimo decennio le grandi “dinastie”del vino prima fra tutte quella della famiglia Zonin che ha investito in un articolato progetto vitivinicolo nel territorio della denominazione del Monteregio di Massa Marittima.

Questa particolare zona del Monteregio ha un microclima unico. Le peculiarità della composizione minerale dei terreni - siamo ai piedi delle Colline Metallifere –, il clima della costa toscana, l’escursione termica tra il giorno e la notte e la brezza fresca e temperata del mare che mitiga le calde temperature estive sono i massimi valori del “Vigneto Maremma”. Non per ultima la luce, che qui ha uno straordinario influsso benefico sulla perfetta maturazione delle uve.

I vigneti sono allevati a cordone speronato o a Guyot, a seconda della varietà, con densità di 5.000 ceppi/ettaro. La gestione del vigneto, ispirata dalla tradizionale manualità contadina, mira a far captare dalle viti la massima energia luminosa possibile, a mantenere in perfetta efficienza il loro apparato fogliare e a ricercare l'equilibrio vegeto-produttivo per garantire l’elevata qualità delle uve.

Vigneti

Gli oltre 160 ettari di vigna di Rocca di Montemassi sono dedicati alla produzione di due grandi autoctoni di Maremma il Sangiovese (Rosso) e il Vermentino (bianco) e alla produzione di uve di grande caratura qualitativa: il Merlot, il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon e il Syrah che in Maremma, grazie alla luce peculiarissima di queste terre, dà esiti fantastici così come il Viognier, un bianco di eccezionale eleganza. La Tenuta Rocca di Montemassi è tra i principali produttori di Monteregio di Massa Marittima Doc che è diventato nel volgere di un decennio uno dei vini toscani più apprezzati su molti mercati internazionali. Questi vini nascono dalla collaborazione del chief winemaker di Casa Vinicola Zonin Stefano Ferrante e del direttore della tenuta Alessandro Gallo accompagnati dalla straordinaria esperienza enologica di Denis Dubourdieu, enologo francese di fama mondiale e professore di Enologia all’università di Bordeaux e con l’apporto decisivo del dottor Domenico Zonin.